Claudio Curelli (MAIE Chile) spiega il risultato ottenuto dal Vice Ministro Ricardo Merlo nell’eliminare le limitazioni per la cittadinanza a italo-discendenti

Abbiamo incontrato l’ing.Claudio Curelli, responsabile del Maie per il Cile perché ci spieghi l’importanza e la portata del risultato ottenuto dal Vice Ministro Ricardo Merlo nel impedire limitazione per il riconoscimento della cittadinanza italiana a tutti gli italo-discendenti.

Santiago – “Non c’è nessuna limitazione. Siamo riusciti a far togliere questa discriminazione, questa limitazione cui eravamo totalmente contrari. Battaglia vinta!”. Con queste parole il Vice Ministro per l’Estero Ricardo Merlo, senatore eletto nelle file del Maie, ha comunicato alla stampa italiana di essere riuscito a convincere il Ministro dell’Interno Matteo Salvini a togliere dal suo Decreto legge sull’immigrazione un paragrafo che di fatto avrebbe limitato la possibilità degli italo-discendenti di poter ottenere la cittadinanza in alcuni casi.

Eliminando il cambiamento di legge tutto resta come prima, nel senso che i diritti acquisiti dagli italiani residenti o nati all’estero restano inalterati. Un risultato importante che non fa altro che corroborare quella forza che il Maie come movimento politico per gli italiani che vivono all’estero ha saputo incanalare durante le ultime legislature e che ha finalmente portato il senatore Ricardo Merlo, fondatore e cuore pulsante del movimento, a poter difendere i diritti e rappresentare le necessità dei suoi compatrioti con la carica di Vice Ministro.

Claudio Curelli (a sinistra nella foto) con il Vice Ministro Ricardo Merlo

Ma per capire bene questo farraginoso tema e la portata di questo ultimo risultato ottenuto a Roma abbiamo chiesto a Claudio Curelli, responsabile per il Maie in Cile di illustrarci la situazione e di rispondere ad alune nostre domande.

Ingegner Curelli, come rappresentante del Maie in Cile, ci può spiegare la portata di quello che ha ottenuto il Vice Ministro Ricardo Merlo ieri a Roma?

L’importanza dell’intervento del Sottosegretario Ricardo Merlo sul disegno di legge “Immigrazione”, che al suo interno conteneva delle norme che toccavano la trasmissione della cittadinanza italiana limitandola ad un massimo di due generazione per chi intende riacquistare la cittadinanza “ius sanguinis”, è così grande da avere una doppia valenza. In primo luogo si è bloccato un tentativo di limitazione di diritti che riguarda particolarmente i discendenti d’italiani residenti all’estero, che potrebbero avere diritto a riacquistare la cittadinanza a loro trasmessa dagli avi.

La seconda valenza è del tutto politica, nel senso più positivo dell’espressione: questa è la prima dimostrazione pratica ed operativa del successo della tesi MAIE, cioè, dell’importanza di arrivare come italiani all’estero, particolarmente come italosudamericani al esecutivo italiano. La presenza MAIE al Governo, con la nomina del Senatore Ricardo Merlo, fondatore del MAIE come Sottosegretario per gli italiani all’estero, sta coronando un lungo percorso politico iniziato, concepito e vissuto da italiani all’estero e non da partecipanti ai partiti politici “romani” o metropolitani. In questo modo gli italiani all’estero stanno dando un vero contributo che arricchisce il dibattito politico italiano”.

Cosa c’è di nuovo adesso, cosa cambia? 

Con questo intervento cambiano tanti atteggiamenti, tante visioni e sopratutto mettiamo in evidenza il rispetto per i discendenti degli italiani nel mondo, a partire del fatto che riusciamo a conservare inalterati i diritti legati al riacquisto della cittadinanza.

I discendenti d’italiani sparsi per il mondo potranno continuare ad riacquistare la cittadinanza italiana che li lega ai loro antenati. Consideriamo, nel nostro particolare caso dell’America Meridionale, che per tanti nostri connazionali, l’interruzione della trasmissione della cittadinanza è legata a tanti fattori anche drammatici che riguardano l’emigrazione e che proprio per questo vanno tenuti in conto e rispettati”.

Ing. Claudio Curelli, coordinatore Maie Chile

Cosa si spera e si progetta per il futuro?

“Ci sono tante idee. Personalmente sto proponendo che il futuro sistema informatico, atto a dare appuntamenti a chi deve svolgere una pratica presenziale presso gli uffici consolari, tenga conto della domanda insoddisfatta. In termini semplici che tutti i richiedenti ottengano un numero che gli consenta conservare la priorità dell’attenzione, anche nel caso non fosse possibile ottenere un appuntamento con data fissa.

Il fatto che una serie di pratiche frequenti vengano fatte diventare “non presenziali” o telematiche, dovrebbe anche liberare risorse consolari per agevolare pratiche più complesse come quelle legate a cittadinanza.

Ma riguardo il riacquisto della cittadinanza è importante notare che questa si rende necessaria solo quando i genitori non iscrivono la nascita dei propri figli entro il 18esimo anno d’età d’avanti all’autorità consolare.

Dunque, per snellire le pratiche di cittadinanza, il primo intervento è promuovere ed informare i genitori riguardo l’importanza d’iscrivere le nascite anche presso l’autorità italiana. In questo tutti i COMITES hanno un ruolo importante ed anche come MAIE Cile ci siamo resi promotori di quest’idea”.

marco maria scotti

 

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