El DL para la reconstrucción del puente Morandi provoca controversia

El Condono para Ischia desató la controversia: 10 senadores M5S y 8 de la Lega no votan por el decreto para la reconstrucción del puente de Génova.

Roma – Al final lo lograron. Después de mucha discusión y controversia, el DL que permitirá la reconstrucción del Viaducto Morandi en Génova se ha convertido en ley. Por lo tanto, los próximos pasos para la construcción pueden iniciarse sin ningún problema.

El 15 de noviembre de 2018, el Senado aprobó el Decreto de Génova con 167 sí, 49 no y 53 abstenciones. La disposición de hoy es la ley. Los senadores M5 Paola Nugnes y Elena Fattori, y el senador Gregorio De Falco, no participaron en la votación sobre la Ley de Génova.

En la comisión De Falco había votado en contra. La disposición fue pasada a la Cámara el 1 de noviembre pasado, después de una sesión nocturna. 8 senadores legados, incluidos Matteo Salvini y Giulia Bongiorno y otros miembros del Comité Ejecutivo no participaron en la votación. En general, los senadores de la FdI votaron a favor, los senadores de Forza Italia se abstuvieron mientras votaron en contra de la disposición del Partido Demócrata, los senadores de la Mixta y dos de las Autonomías: Pier Ferdinando Casini y Gianclaudio Bressa.

La aprobación del decreto se produce a los tres meses de la tragedia del colapso del puente Morandi, tal vez una tragedia evitable pero en la que murieron 43 personas.

El decreto ya había sido aprobado por el Gobierno a fines de septiembre y el 15 de noviembre se convirtió en ley. Su único objetivo aparentemente es comenzar la reconstrucción del viaducto en la capital de Liguria.

Aparentemente, porque en realidad el DL contiene, entre otras cosas, también referencias normativas a otras “emergencias”, incluida Ischia. E Ischia es la causa principal del conflicto y del intenso debate que se abrió en el Parlamento con respecto a esta ley actual. El artículo 25 del decreto, que se relacionaba con la amnistía para las casas afectadas por el terremoto de Ischia, había suscitado numerosas controversias, convenciendo a algunos miembros de los M5 a votar en contra.

Sin embargo, la aprobación del DL ha provocado controversia y disputas en el Senado, que llegó a la cima con la exaltación del Ministro Toninelli con “el puño levantado”.

¿Pero qué prevé el decreto?

Los puntos más importantes son la reconstrucción del puente de Morandi y las medidas para apoyar a las poblaciones afectadas por los terremotos en el centro de Italia e Ischia.

Además, el decreto establece que el Comisionado Extraordinario para Génova, el Alcalde Bucci, permanecerá a cargo por 12 meses prorrogables por hasta tres años. Los costos para la reconstrucción del nuevo puente son asumidos por Autostrade. En cualquier caso, 30 millones se asignan cada año hasta 2029 si la empresa no cumple con el compromiso.

Sin embargo, muy grave, el decreto no se especifica a quien debe encargarse de la reconstrucción del puente. Además, en el texto se decide que la zona franca se establecerá en Génova para las empresas que han tenido dificultades económicas debido al colapso del puente. Aquellos que han perdido sus hogares con el colapso, o aquellos que se han visto obligados a abandonarlos, pueden beneficiarse de la ayuda, incluidos muchos beneficios fiscales. Para el transporte local y para los transportistas por carretera que han sufrido interrupciones en el ámbito del tráfico rodado. En total se asignan  40 millones de euros.

Finalmente, medidas dirigidas a las regiones del centro de Italia e Ischia afectadas por terremotos recientes. Se establece que dentro de 6 meses los municipios afectados por el terremoto deben cerrar las deudas aún abiertas con respecto a las solicitudes de amnistía presentadas sobre la base de la amnistía en 1985.

Y aquí el punto de contraste: el decreto establece que, a diferencia de las disposiciones de la legislación más reciente de 2003, que negó la regeneración de algunos edificios, esos edificios o parte de ellos pueden ser edificados.

Per i nostri amici che parlano italiano:

Il Dl per la riscostruzione del ponte Morandi scatena polemica

Il Condono per Ischia scatena la polemica: 10 senatori M5s e 8 della Lega non votano il decreto per la ricostruzione del ponte di Genova.

Roma – Alla fine ci sono riusciti. Dopo molte discussioni, polemiche e contrasti il Dl che permetterà la ricostruzione del Viadotto Morandi in Genova è diventato legge e pertanto si può dare il via senza problemi ai prossimi passi per l’edificazione.

Il 15 novembre 2018 il Senato ha approvato il decreto Genova con 167 sì, 49 no e 53 astenuti. Il provvedimento oggi  è legge. Le senatrici M5s Paola Nugnes ed Elena Fattori, e il senatore Gregorio De Falco, non hanno partecipato al voto sul Dl Genova. In commissione De Falco aveva votato contro. Il provvedimento era passato alla Camera lo scorso  1 novembre, dopo una seduta notturna. Non hanno partecipato alla votazione 8 senatori della Lega, compresi Matteo Salvini e Giulia Bongiorno ed altri esponenti dell’esecutivo. In generale hanno votato a favore i senatori di FdI, si sono astenuti i senatori di Forza Italia mentre hanno votato contro il provvedimento quelli del Pd, i senatori del Misto e due delle Autonomie: Pier Ferdinando Casini e Gianclaudio Bressa.

L’approvazione del decreto legge arriva a tre mesi dalla tragedia del crollo del ponte Morandi, tragedia forse evitabile in cui sono morte 43 persone.

Il decreto era già stato approvato dal Governo alla fine di settembre e il 15 novembre è stato convertito in legge. Il suo unico obiettivo apparente è di avviare la ricostruzione del viadotto nel capoluogo ligure.

Apparentemente, perché di fatto il dl contiene, tra le altre cose anche riferimenti normativi ad altre “pseudo-emergenze”, tra cui Ischia. E Ischia è prioprio la causa del conflitto e dell’intenso dibattito che si era aperto in Parlamento a riguardo di questa, ora,  legge.
L’articolo 25 del decreto, quello relativo al condono per le abitazioni colpite dal sisma di Ischia, aveva sollevato numerose polemiche, convincendo alcuni esponenti del M5s a votare contro.

Comunque l’approvazione del dl ha scatenato controversie e litigi nell’aula del Senato, che hanno raggiunto l’apice con l’esultanza del ministro Toninelli con “il pugno alzato”.

Ma cosa prevede il decreto legge?

I punti più importanti sono la ricostruzione del ponte Morandi e le misure a sostegno delle popolazioni colpite dai terremoti del Centro Italia e di Ischia.

Inoltre il decreto  stabilisce che il Commissario Straordinario per Genova, il Sindaco Bucci, rimarrà in carica 12 mesi rinnovabili fino a tre anni. Le spese per la ricostruzione del nuovo ponte sono a carico di Autostrade. Vengono comunque stanziati 30 milioni l’anno fino al 2029 in caso la società non dovesse rispettare l’impegno.

Peró, cosa molto grave, el decreto non viene specificato a chi spetta la ricostruzione del ponte. Inoltre nel testo si decreta che in Geneva venga istituita la zona franca per le imprese che hanno avuto difficoltà economiche a causa del crollo del ponte. Chi ha perso la casa con il crollo, o chi è stato costretto ad abbandonarla, potrà beneficiare di aiuti, tra cui di molte agevolazioni fiscali. Per il trasporto locale e per gli autotrasportatori che hanno subito disagi in materia di viabilità vengano stanziati 40 milioni di euro in totale.

Infine le misure rivolte alle regioni del Centro Italia e Ischia colpite da recenti terremoti. Si dispone che entro 6 mesi i comuni colpiti dal sisma devono chiudere le situazioni debitorie ancora aperte rispetto alle richieste di sanatoria presentate in base al condono edilizio del 1985.

E qui il punto di contrasto: il decreto sancisce che, a differenza di quanto previsto dalla più recente normativa del 2003, che negava la messa in regola di alcuni edifici, quegli immobili o parte di essi possano invece essere condonati.

marco maria scotti

 

 

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