Di Maio al capolinea: inchiodato da responsabilitá e irregolarità imprenditoriali

Vicepremier Luigi Di Maio travolto dallo scandalo dell’impresa di famiglia fa perdere al suo partito, M5S, 1 punto di approvazione al mese. Imminenti le dimissioni.

(foto credits: El Español)

Roma – Sembra avere un solo uscita la storia ministreriale di Luigi Di Maio, attuale Vicepremier del governo Conte: le dimissioni. A causarli molti ´problemi è stata la vicenda dei lavoratori in nero pagati dall’azienda del padre. Però poi si è scoperto che stessa azienda era anche di Di Maio al 50% e che era anche stata costituita con gravi irregolarità non essendo stata denunciata alla Camera nel 2013, violando chiaramente la legge.

Un retroscena che contrasta profondamente con il continuo richiamo all’onestà che ha sempre fatto.  Pede così lúnico elemento importante che rinforzava la presenza di Di Maio come politico di vertice e soprattutto di ministro: il tema della trasparenza e dell’onestà- Se pur i peccati dche ha commesso sono molto poca cosa rispetto a quelli dei suoi predecessori, il fatto di non essere più garante di questo tema lo pone in una strada senza uscita, quella di dover rinuncviare almeno al suo incaruco ministeriale.

Luigi Di Maio – Foto credits: Il sole 24 ore

Molti politologhi danno a questo tema la perdita di consenso che il suo Movimento politico (M5S) sta registrando ormai senza cambio di direzione: un punto percentuale al mese. Del resto sono solo alcuni dei temi che lo discreditano politicamente. Però altri sono frutto o di leggerezza o di quella inesperienza che purtroppo non è cambiata da quando ha assunto il ruolo omportante di Vicepremier.

Ade esempio la le 6 milioni di “Tessere del reddito di cittadinanza” che sono già in stampa  senza che questa iniziativa, molto pubblicizzata dal Movimento Cinque Stelle fosse legge. E non dimentichiamo che a questa “superficialità” si aggiunge il dato di fatto che in realtà sono spariti ben 170mila posti di lavoro in soli tre mesi a seguito di un decreto da lui emesso.

La sconfitta di di Maio non è solo la sconfitta di una speranza ma anche di una concreta possibilità che una maggioranza enorme di italiani avevano messo nelle mani del M5S di cui lui è lider incontrastato. Per questo non hanno considerato nè il fatto che Di Maio non avesse alcuna esperienza poliotica e amministrativa, nè che non avesse alcuna competenza specifica in un campo professionale. Insomma lo hanno votato per quello che era, o meglio che fino ad ora appariva e che adesso sembra non più esistere.

marco maria scotti

 

Para nuestros amigos Hispanohablantes:

Di Maio hasta el final: clavado por responsabilidad e irregularidades empresariales.

El viceprimer ministro Luigi Di Maio, abrumado por el escándalo del negocio familiar, hace que su partido, M5S, pierda 1 punto de aprobación por mes. La renuncia es inminente.

Roma – La historia ministerial de Luigi Di Maio, actual Vicepremier del gobierno Conte, parece tener solo una salida: la renuncia. A causarles muchos problemas ha sido la historia de los trabajadores en negro pagados por la empresa de su padre. Sin embargo, resultó que era también su propia empresa en un 50% de Di Maio y que tenía graves irregularidades que no habían sido registrada en la Cámara de Comercio en 2013, violando claramente la ley.

Un tema que contrasta profundamente con el constante llamado a la honestidad que siempre ha hecho. Por eso, el elemento importante que fortaleció Di Maio como político leader y, sobre todo, como ministro vino menos: el tema de la transparencia y la honestidad. Aunque los pecados que ha cometido son muy pequeños en comparación con los de sus antecesores, el hecho de no ser más un garante de este tema lo coloca en un callejón sin salida, el de tener que renunciar al menos a su misión ministerial.

Muchos politólogos le dan a este tema la pérdida de consenso de que su movimiento político (M5S) ahora está registrando sin cambio de dirección: un punto porcentual por mes. Además, estos son solo algunos de los temas que desacreditan políticamente. Pero otros son fruto o ligereza o inexperiencia que, lamentablemente, no ha cambiado desde que asumió el papel de VicePremier.

Por ejemplo, los 6 millones de “tarjetas de ingreso de ciudadanía” que ya están impresas sin que esta iniciativa, muy publicitadas por el Movimiento 5 Estrellas, todavía no es ley. Y no olvidemos que esta “superficialidad” se suma al hecho de que han desaparecido 170 mil empleos en solo tres meses después de un decreto emitido por él.

La derrota de Di Maio no solo es la derrota de una esperanza, sino también una posibilidad concreta que una gran mayoría de italianos había puesto en manos de los M5S, de los cuales él es el líder indiscutible.

Por esta razón, tampoco consideraron el hecho de que Di Maio no tuviera experiencia policial y administrativa, ni tampoco tenía ninguna competencia específica en un campo profesional. En resumen, votaron por lo que era, o mejor dicho, hasta ahora apareció y ahora parece que ya no existe.

 

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